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germoglio

Sei in un mondo liquido, in cui tutti paiono sapere comunicare con tutti gli altri e tu rimani fuori, arginabile, ogni volta. Non conta tanto quello che sai fare ma come lo sai interconnettere la di loro esigenza – tornera’, a breve, prepotente, la fase maschia dell’io faccio questo, se lo vuoi cercami, ma per ora siamo tutti intercettatori. Le pulsioni erotiche, per gli illuminati che le sanno coltivare, sembrano segnali da un mondo lontano fatto di tempi e cose semplici, un mondo cui non apparteniamo piu’, per ora. Un mondo, questo, fatto di stimoli a caterva ma ancora di parole sbagliate, dove si nuota per andarsi a trovare le domande giuste, quelle buone anche per quegli altri. Un tempo eccezionale, in cui essere uomini e donne straordinari, grandi coltivatori di piccoli orti diffusi. La gente ha ricominciato a leggere, a scambiarsi i libri. Le famiglie distrutte dai troppi possedimenti si stringono attorno alla casa di campagna, quelle che non hanno niente possono andare a convivere con altri nullatenenti e cambiare in meglio, senza saperlo, per sempre il loro tenore di vita interiore. Case sull’acqua di 48 metri quadri, case intere energeticamente autosufficienti per 100.000 euro,   motori di ricerca e persino network verticalizzati di ogni tipo: non avrei voluto nascere in nessun altro tempo che questo, come acqua di spelonca, buia sopra e chiara sotto.

Due settimane di fila in casa in compagnia di quella simpatica compagine che compone il mio nucleo familiare mi hanno trasformato in uno squalo che nuota in una vasca da bagno (stessa gioia). Non so perche’ non si e’ compiuto con me quel miracolo che vede le donne trasformarsi in madri e poi in angeli del focolare, ma io sono rimasta l’orso marsicano di un tempo, con una meravigliosa orsetta e un procione che disastrano la mia (MIA) tana e il desiderio di andare in letargo un po’ piu’ in la’. Vedere Cecilia infilarsi nei miei stivali tacco 12 e saltare dalle poltrone incrinandoli e’ un piacere solo secondo a quello del mio compagno che appoggia il piatto bisunto di pennette sulla mia pila di quotidiani nuovi – la forchetta, inevitabilmente, compone tromp l’oeil a forma di panda gigante al lato della rivista piu’ in alto, la mia preferita. Il sabato trascorre in un clima di aggressivita’ passiva, allegra come una tinca in un catino.

L’amore e’ astigmatico, dice Oscar Wilde, se ne vedono i confini meglio da lontano che da vicino. Pensando a questo, guardavo di recente qualche ragazzino che si portava dietro qualche ragazzinanella piazza di paese allestita ad aperitivo -  devo dire che alcuni erano davvero molto belli e quindi mi hanno distratto dal mio intento di osservarli da entomologa – e ammiravo queste piccole donne che camminavano sapendo di avere il mondo ai loro piedi. Non mi ricordo di essere stata cosi’, io sono una povera handicappata che cerca di mascherare la sua gioia per non turbare le tristezze altrui, ma magari ho fatto qualche entrata trionfale, magari anche io mi sono sentita la principessa dagli occhi di ghiaccio, chissa’. Sempre preoccupata di non arrivare impreparata al passaggio da una fase a un’altra ho sempre cercato di invecchiare prima, e ho scoperto che siamo la maggioranza ad essere cosi’ – e’ dolce sapersi in larga compagnia – e questo mi ha sempre permesso di guardare i miei amici con buona lontananza, come se sapessi che ogni minuto non sarebbe tornato piu’, come un cane prima dei terremoti. I miei amori non li ho vissuti e oggi posso dire di avere fatto benissimo: continuo ad attingere da esistenze che si sono guardate ma mai compenetrate tutti gli elementi del mio viaggio, tutta l’ispirazione e persino un pochino di saggezza; se mi fossi data completamente sarei oggi una creatura morta, giacche’ i ricordi mi annientano. Oggi vedo i contorni dell’amore pittore, di quello  scrittore, del tecnologico e persino del vecchio, e sono dolci, belli: ho fatto cosi’ bene a non sfigurarli.

Quasi quasi mi spariva il fidanzato, morto sotto l’egida della nocciolina maledetta, infilatasi nel canale sbagliato. Mi spiegano tutti che questo avvenimento causa come minimo la broncopolmonite o la morte. Mi chiedevo allora: caro Gesu’, ma perche’ c’hai messo il canale sbagliato al posto giusto?

Ho una vita parallela, come in una splendida pubblicita’ della Playstation: scrivo sotto forma di altri esseri umani. In varie lingue, mi declino ora come giovane uomo che le ha viste tutte, ora come disperata che non ne ha provata nessuna, ora come reporter di eventi e avvenimenti che fa parte della it-crowd. Scrivo come se non avessi mai fatto altro, segretamente dai nemici ma soprattutto dagli amici, e a loro penso ogni volta: come reagirebbe mia sorella a questa frase? Cosa penserebbe papa’ di questa condotta di vita? Il punto e’ questo: noi siamo tutte queste persone, un pochino, e mi sembra meraviglioso concedere alla maniaca e allo stronzo che vivono dentro di noi un’oretta d’aria al giorno. Molto democratico, anche.

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Questo blog parla della difficolta' di essere un uomo misogino che si e' reincarnato nel corpo di una donna. Ovvero parla di tutte le donne. Se mi vuoi scrivere, ego chiocciola juanita punto it.

 

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