You are currently browsing juanitadepaola's articles.

Come tutti gli ossessivi, temo le grandi gioie perchè dai picchi alti si può solo scendere, mentre dai grandi dolori si può solo rinascere. Non so se, come sostengono molti dei miei amici, questo gene dell’anti-godimento nasce dalla mia educazione cattolica, o se sono semplicemente una donna molto saggia circondata da imbecillotti, che si curano solo di quello che succede al momento senza pensare alle conseguenze.
Per cui accolgo con grande ansia la notizia che ogni animale, dopo una grande gioia, sente un senso di morte; cioè i leoni, dopo avere fatto quello che dovevano fare, è comprovato che sono, si sentono tristi. Questo fenomeno si ripete in maniera banale anche per i mammiferi umani, che dopo un incontro fisico particolarmente soddisfacente è possibile che ci lascino due lacrimine. Soprattutto le donne.
Io ho sempre pensato che fosse invece una reazione spontanea all’inettitudine del partner, ma forse perchè a me non è mai successo. Invece pare che.

Uno degli aspetti positivi dell’età che avanza è la consapevolezza che c’è una sola persona che si merita trattamenti rilassanti, massaggi all’olio e petali di rosa nella vasca: noi stessi. Per cui è diventata una consuetudine apparecchiare un bagno per me stessa degno di una fuitina matrimoniale (ma in solitaria): calice verde chiaro di cristallo pesante, vino francese q.b., bagnoschiuma alla ciliegia e shampoo con maschera, luci spente, temperatura dell’acqua circa quaranta gradi e finestra aperta. Questo piccolo rito, che include anche una vile lametta bic e tutti gli attrezzi per le estremità del corpo umano, richiede silenzio e molte persone addormentate, il cellulare staccato e, se possibile, la pioggia fuori.
Il silenzio è basilare per ascoltare i rumori dell’autunno, ma il più delle volte si sveglia qualcuno che ha un’emergenza davvero importante: la barra degli strumenti di internet explorer è sparita, la connessione è lenta, il cane non ha defecato al solito angolo, sono finiti i fiammiferi svedesi o non si trova l’ombrello quello con la linea argentata appena sotto la punta – in queste tematiche si svolge la vita di ognuno di noi, martoriato da inutilità altrui ma carnefice a sua volta senza rendersene conto. Per questo è importantissimo tenere la luce del bagno spenta, perchè funziona come quando eravamo piccini, e per nasconderci ci mettevamo le mani sugli occhi.
Ma se tutto fila liscio, se gli altri per una mezzora riescono a non assillarti con inutilità varie, allora si prospetta la possibilità di un pomeriggio sensuale, fra bolle e orecchie con l’acqua dentro. E non è poco. “Scusate, lasciatemi in pace, stasera ho un appuntamento galante alle sei“, disse, ed entrò in bagno con la pinza in testa.

Uno ascolta una canzone come “This is dedicated to the one i love” dei Mamas and Papas, pensando che non ce ne sia una più appropriata per la categoria sentimenti da declamare di nascosto in stanze gialle, per poi scoprire da grande che Mackenzie Phillips ha avuto (è stata forzata, è stata indotta, vergognosamente trascinata a) una relazione incestuosa con suo padre, John, fondatore del gruppo. Il punto è che gli esseri umani sono creature ridicole, che in situazioni di apparente calma e tranquillità danno il peggio di sè stesse. Una delle situazioni che più mi impauriscono nelle amicizie e nell’amore, infatti, è quando si arriva alla fase di finirsi le frasi: all’acme del rapporto, quando tutto va bene e ci si ama per quello che si è, è molto probabile che tutto finisca in pochi mesi; e come fare a sopportare tanta serenità, infatti, finchè si è vivi?
Ci si può riparare dietro le colonne di Ercole dei propri principi e intenti, che purtroppo più sono alte e più faranno rumore quando cadranno. Oppure si può sedersi faccia al vento e pigliarsi tutte le manate che arrivano dal fato cercando di assecondarne i movimenti, per patire meno. C’è chi si butta anima e corpo nel vangelo, c’è chi diventa vegetariano, chi approfondisce i minerali e anche chi decide di rinunciare al cervello, ma tanto sono tutti feticci cui la vita fa sonore risate in faccia. Non so se capiti solo a me di notare che il cancro e il tumore preferiscono le persone che hanno devoluto la loro intera esistenza a una giusta causa: alle zoccole e ai marinai se proprio va male gli viene una bronchite.
Insomma, siamo diversi dagli animali con molti peli, ma solo perchè abbiamo la ceretta: quando si trova un corpo morente si pensa alla sua carcassa, si pensa a vivere e sopravvivere, a nutrire i propri cari, ad accoppiarsi con quanti più ci fanno sentire speciali e si hanno pensieri di pace e fratellanza ma solo quando queste non ci entrano in casa: in quel frangente si chiama la polizia. Una delle cose che più mi spaventano dell’uomo è questa sua capacità di adattarsi ad ogni stuazione, e alla fine un incesto è una cosa orrenda, ma ti levano l’acconto sulll’irap: perchè no?


A mio ricordo una delle parti più triviali nell’esistenza di una donna consiste nel primo appuntamento con un mammifero maschio. Primo perchè le aspettative delle donne nei confronti degli uomini sono, perlappunto, basate sulla figura dell’uomo; ma quando ti va bene ti capita un ragazzino di quarantanni che piuttosto che lasciare la moto e la mamma si sparerebbe fra gli occhi e, se disgraziamente la cosa, dico la relazione, prende campo, la donna viene eliminata come un morbo pandemico che rischia di espandersi dalla stanza da letto al garage. Se invece la cosa risulta loffa, e per cosa si intende l’emozione, mica il pinnacolo, allora la gara è persa in partenza: la di lui mamma è tutto ciò di cui ha bisogno – per lamentarsi, per odiarla, per parlarne male, per amarla insomma.
Ma il maschio, chi è? Che fa? Dove vive? Si riproduce ancora? Purtroppo non ho risposte a questa domanda, perchè il mio interesse nel maschio è uguale a quello dei pesci per le biciclette, anche se li trovo necessari, quasi utili, e non indago la questione più di quanto non segua le ricette in televisione. Eppure è un tema importante. Eppure a me piace che ci siano uomini nei paraggi: ma perchè? Il maschio, cerca la femmina? Siamo nel 2009, la risposta è in generale: no. E allora le donne che si pittano a fare? Per se stesse’ ma per favore. Sono confusa, perchè io sono una grande fan dei differenziali di potenziale, dei gaps, dei dislivelli, di tutto quello che poggio e buca fa pari, eppure i questi uomini non li capisco più: cosa cercano, la realizzazione nel lavoro? E sta bene. La moglie che cucina a casa? E va bene anche questa. La virago che li picchia? Ma sì, perchè no.
Ma questi, tutto quello che cercano è una psichiatra che li ascolti senza remissione, che sia disposta a passare una vita in bianco e la domenica con la suocera o, ancora peggio, con gli arbitri della champions. La novità è che se prima la piastra per capelli era un oggetto da nascondere nel cassetto dei calzini perchè amore, i miei capelli stanno lisci naturalmente, oggi è strumento condiviso. Al bagno va prima lui. Si fa lo scrub.
Io mi arrendo, dico la verità, se il cowboy è passato di moda io non so che farmene delle gonne di pizzo. Mi ritiro in buona compagnia, questo è poco ma sicuro.
Fondamentale ricordarsi che le mete che ci si pongono sono indicative. Che nel frattempo in genere salta fuori qualcosa di grandioso, non previsto, non pianificato, ma assolutamente aldisopra delle nostre aspettative: beccarselo, dimenticando il piano A, in genere tessuto a nostra insaputo dalla mamma, dal babbo, da quartiere e persino dal clima. Nessuno ci impedisce di ripartire dopodomani in Svezia, in un condominio ad emissione CO2 pari a zero. Nessuno ha detto che per un certo periodo della propria vita non si possa essere finocchi, bisessuali o dedicarsi all’astinenza completa: salvo rarissimi casi, nessuno si ricorderà di noi. Tanto vale godersela.
Quindi, godendosi un percorso perlomeno pieno di sorprese, è bene tenere la macchina a filo e abbassare i finestrini, evitando di dirigersi verso un nord ostile e molto organizzato; favorendo invece un itinerario verso sud, possibilmente in luogo di frutta e grandi culi. Quei fantasmi che stanno nella televisione, quelle carcasse umane che parlano di nulla e pensano di non essere puniti per avere scoreggiato dalla bocca per tutta la vita, loro, moriranno senza onore, in qualche provincia italiana che gli avrà dedicato una piazzetta. Noi no, noi non ci placheremo mai.
